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  • Elisa Corallo

Quella volta che... #1

Aggiornamento: 23 lug 2020

Inauguriamo oggi una nuova rubrica: "Quella volta che..."

Vi racconterò un po' di me e di alcuni aneddoti... un po' di vita vissuta insomma.

Apriamo la scatola dei ricordi e vediamo cosa esce.

Disegno con taccuino penna e foto, sul tema delle lettere minacciose
Quella volta che... ricevetti lettere "minacciose" dalla scuola

Il primo aneddoto di cui voglio parlarvi riguarda la scuola e le sue lettere “informative”.

Quando mi iscrissi a scuola per dare inizio alla mia riconversione professionale non sapevo bene a cosa stavo andando incontro. O meglio, me lo ero immaginato, ma poi la realtà riesce sempre a sorprenderci e mi trovai proiettata in un mondo a tratti vagamente delirante.


Ecco quindi quella volta che… ricevetti le lettere minacciose della scuola

Fra le prime lettere che la scuola invio’ ce n’era una che dava banalmente delle informazioni sullo svolgimento delle lezioni: orario dei corsi, indirizzo dei vari centri ecc.. Fin qui tutto normale, se non che alcuni dettagli ed il loro tono mi sorpresero (e fecero ridere).

Questa cosa delle lettere continuo’ durante tutto l’anno.

Le apprezzai talmente che ne annotai mano a mano su Facebook gli estratti migliori e più deliranti.


Riporto quindi due chicche della mia archeologia social.


Ecco l’estratto “minaccioso” di una lettera datata 27 settembre 2012, sull'abbigliamento da tenere a scuola nelle lezioni di teoria:

Les jeans, les tennis et les tenues de sport sont interdites ainsi que les piercings”, ovvero “i jeans, le scarpe e le tute da ginnastica sono proibite, esattamente come i piercings”.

A me faceva un po’ ridere, soprattutto venendo dall’università dove a nessuno era mai venuto in mente di imporre delle regole vestimentaires. E non perché la gente si vestisse bene: nei tre anni precedenti avevo insegnato nell’università dove ero dottoranda, in una zona un po’ difficile, e non si faceva che vedere chiappe di ragazzi fasciate in boxer aderenti che uscivano completamente dai pantaloni.


Ancora non lo sapevo, ma questo tipo di scuola tiene molto all’immagine: fa parte dei valori che cercano di trasmettere ed è anche un modo di imporre una certa disciplina. Senza la divisa per i corsi teorici si può essere rimandati a casa, e senza la divisa da pratica è fuori discussione anche solo mettere piede in laboratorio. Addirittura, durante gli esami, chi ha dei piercing o li toglie o li deve coprire con dei cerotti.


Il livello di comica minacciosità toccò l’apice con la lettera di convocazione agli esami:

“Toute absence non justifiée à une épreuve est éliminatoire (absences justifiées: décès, hospitalisation, incarceration” ovvero “qualunque assenza non giustificata ad una prova è eliminatoria (assenze giustificate: morte, ricovero in ospedale, incarcerazione)”.

Qui non ho niente da aggiungere. E’ inutile dire che mi presentai a tutte le prove!


Fra i messaggi folli della scuola ce n’è poi uno molto in tema spy story. Ma di questo vi parlerò in un prossimo post.


#curiositainpasticceria #vitadapasticcere #quellavoltache

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